Per Draghi la ripresa si allontana
E' di oggi la decisione della Bce di lasciare invariato allo 0,75% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine. Il tasso sui depositi e il tasso marginale rimangono rispettivamente a quota zero e 1,50%. Il presidente della Bce Mario Draghi, durante la conferenza stampa in corso a Francoforte ha affermato: "La politica monetaria della Bce resterà accomodante finché sarà necessario e le pressioni inflazionistiche – ha aggiunto – resteranno contenute a lungo". Per il governatore "E' essenziale che i governi dell'Eurozona intensifichino le riforme strutturali e proseguano con il consolidamento fiscale e la ristrutturazione del sistema finanziario", sottolineando inoltre l'importanza di rafforzare le istituzioni comunitarie "anche tramite l'unione bancaria".
11 AGO 20

E' di oggi la decisione della Bce di lasciare invariato allo 0,75% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine. Il tasso sui depositi e il tasso marginale rimangono rispettivamente a quota zero e 1,50%. Il presidente della Bce Mario Draghi, durante la conferenza stampa in corso a Francoforte ha affermato: "La politica monetaria della Bce resterà accomodante finché sarà necessario e le pressioni inflazionistiche – ha aggiunto – resteranno contenute a lungo". Per il governatore "E' essenziale che i governi dell'Eurozona intensifichino le riforme strutturali e "proseguano con il consolidamento fiscale e la ristrutturazione del sistema finanziario", sottolineando inoltre l'importanza di rafforzare le istituzioni comunitarie "anche tramite l'unione bancaria".
"L'indebolimento dell'economia – ha proseguito Draghi – si è esteso alla prima parte dell'anno e una graduale ripresa è prevista nella seconda parte dell'anno, soggetta a rischi al ribasso". Per il presidente della Bce "oltre agli interventi di aggiustamento fiscale i governi dell'Eurozona devono puntare su riforme per la crescita ambiziose che tocchino anche il mercato del lavoro, così da aiutare a recuperare competitività. La Bce "non può compensare la mancanza d'azione dei governi in settori come, ad esempio, le riforme strutturali". Draghi ha poi aggiunto: "Nelle prossime settimane monitoreremo molto da vicino le informazioni economiche e gli sviluppo monetari, per valutare gli impatti sull'inflazione".
Il governatore della Bce ha poi informato che l'organismo centrale sta studiando nuove iniziative non standard di politica monetaria da adottare e che, se necessario, "la Bce terrà conto delle misure varate in altri paesi" per capire quali siano applicabili al contesto dell'Eurozona e quali no. Commentando la situazione economica cipriota e la bozza – bocciata dal parlamento di Nicosia – che prevedeva prelievi anche sui depositi al di sotto dei 100 mila euro, Draghi ha dichiarato: "La prima stesura delle richieste europeo di prelievo sui conti correnti di Cipro era non intelligente, come minimo"
"Sono assolutamente certo che quello di Cipro non è un modello che possa essere ripetuto ad altri eventuali interventi di salvataggio nell'Eurozona" ha affermato Draghi dicendosi convinto che "il presidente dell'Eurogruppo (l'olandese Dijsselbloem) è stato male interpretato". Draghi ha quindi sottolineato che quanto è successo a Cipro "rafforza la nostra determinazione a sostenere l'euro. I difetti del sistema economico cipriota non cambiano se Nicosia esce dall'euro", ricordando che "una uscita comporterebbe grandi rischi" per qualsiasi economia perché finirebbe col trovarsi "in un ambiente molto difficile". Il presidente della Bce ha poi ricordato che la proposta presentata dalla Bce per il salvataggio di Cipro non contemplava prelievi forzosi a carico dei depositi assicurati, ovvero quelli sotto i 100 mila euro, aggiungendo che anche le altre proposte presentate dalle autorità europee non contenevano questa condizione. "Dopo una lunga negoziazione con le autorità cipriote, il risultato fu un prelievo anche sui conti assicurati", ha spiegato Draghi, "non era un'idea intelligente e fu corretta il giorno immediatamente successivo".
Draghi ha poi spiegato come "la crescita dell'export dell'eurozona dovrebbe beneficiare di una ripresa nella domanda globale" mentre "i miglioramenti sui mercati finanziari visti dalla scorsa estate dovrebbero riflettersi sull'economia reale". Sulle prospettive dell'economia, ha aggiunto, "continueranno a pesare gli aggiustamenti di bilancio necessari sia nel settore pubblico che in quello privato, oltre alle restrizioni sul credito che vi sono collegate". Quanto ai rischi al ribasso, per Draghi sono legati "alla possibilità di una domanda interna più debole del previsto o a una insufficiente attuazione delle riforme strutturali".
Rispondendo a una domanda sulla telefonata ricevuta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prima che rendesse pubbliche le sue decisioni sabato scorso, Draghi ha chiarito: "Ho avuto una chiamata e ho risposto, come si fa di solito".